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Autore
Justo Lacunza-Balda
Titolo
La secolarizzazione dell'Islam nel contesto attuale

Il tema Religione e Secolarismo è un' importante argomento nell'epoca moderna che vede spesso la religione e il secolo contrapposti, nemici, in lotta. In tutte le età della storia umana la religione è stata un fattore scomodo quando è stata messa a confronto con le manifestazioni di un determinato periodo storico. Mi sembra che un approccio sereno, e non in termini di contrapposizione, possa aiutarci a individuare alcuni fili conduttori o a cogliere le sfide della secolarizzazione dell'Islam. Vorrei fare quattro osservazioni, che ritengo necessarie.
1. La prima è che non sono un credente musulmano e perciò potrei sbagliare nella mia percezione dell'Islam e valutare inadeguatamente le manifestazioni di esso nella vita dei musulmani. Appartengo alla comunità dei credenti cristiani nella versione della Chiesa Cattolica. Questo aspetto è importante perché indica l'appartenenza e la identità.
2. La seconda osservazione tocca il problema della lingua araba, lingua sacra delle fonti dell'Islam, il Corano e la Tradizione. Non sono di madrelingua araba e dunque l'apprendimento dell'arabo mi ha portato ad avere una conoscenza che non è mai sufficiente per comprendere le fonti. Tuttavia, lo studio e lo sforzo sulla via della conoscenza linguistica mi hanno dato gli strumenti per avvicinarmi ai testi con un certa fiducia intellettuale.
3. La terza osservazione riguarda l'importanza dell'argomento stesso del convegno. Nelle vicende storiche dei popoli si possono individuare molti filoni dove si intrecciano la religione e la realtà umana, gli ideali di fede e i meandri della storia, gli spazi chiari e i momenti di smarrimento. L'armonia tra fede divina e realtà storica non è stata mai chiaramente individuata. Ci sono sempre le ombre della vita umana vissuta sotto la luce degli ideali della fede e della religione.
4. Affermare o discutere della Secolarizzazione dell'Islam non significa che la religione musulmana è radicalmente cambiata nel suo contenuto. Vuole dire che in un certo modo l'Islam è influenzato dalle forze in atto in questo secolo, perché sono i musulmani che vivono secondo i principi dell'Islam, adattandoli in un contesto storico che è per definizione pluralista, vario e complesso.

1. Islam : che cosa è?

Non c'è dubbio che l'Islam suscita paura, incertezza e perplessità. E' anche vero che il termine Islam evoca ammirazione, fratellanza e rinascita. Le parole e le voci sono come delle piccole scatole misteriose. Uno può mettere quello che vuole. Non mancano i testi scritti che parlano dei diversi aspetti della fede, storia e civiltà dell'Islam. La presenza dei musulmani nel contesto europeo ha svegliato la curiosità e il desiderio di sapere di più su una religione monoteista che ha una dimensione globale. Considero il termine "Islam" come se fosse una scatola, che, aprendola, ci permette di contemplare diversi aspetti e individuare vari elementi. L'Islam è una fede monoteista, il cui contenuto è "la sottomissione alla volontà di Allah". Dunque possiamo affermare che l'Islam è una religione che lega il credente musulmano al suo Creatore. In questo senso, la fede musulmana illumina il percorso umano del musulmano e guida la sua vita umana sulla terra. L'Islam è nato in un contesto storico e culturale di due città, Mecca e Medina, trasformando le società con la forza di propulsione della nuova religione monoteista. La religione islamica produsse dei cambiamenti significativi, diventando punto di riferimento culturale ed elemento di appartenenza religiosa. Le culture, le usanze e la tradizione dei popoli arabi vengono trasformati sotto la spinta dell'Islam. Muhammad, messaggero e profeta di Allah per i musulmani, diventa guida della comunità musulmana (umma) e nello stesso tempo guida della società musulmana. Con l'avvento dell'Islam si passa dall'autorità tribale ed etnica all'autorità religiosa e musulmana. L'arrivo dell'Islam segna l'inizio della tradizione scritta in riferimento al Corano, lasciando alle spalle la tradizione orale degli antenati. Tuttavia, il problema del rapporto tra tradizione orale e tradizione scritta non troverà facile soluzione nella storia dell'Islam. La ragione è abbastanza evidente. Ogni volta che l'Islam si inserisce localmente troverà una tradizione orale fortemente radicata nel solco dell'identità di quella popolazione. L'Islam si articola in una serie di principi di fede essenziali che formano il credo islamico:
- Dio
- gli angeli
- i profeti
- i libri sacri
- l'ultimo giorno
- la predestinazione.
I musulmani manifestano la loro fede attraverso i vari riti liturgici, che hanno una dimensione individuale e collettiva :
- la testimonianza della fede
- il culto
- il digiuno rituale
- l'elemosina legale
- il pellegrinaggio.
Fede e rito hanno dato un' identità religiosa e culturale alla comunità musulmana. Da una parte la specificità del monoteismo islamico e dall'altra lo sviluppo dell'identità islamica attraverso le vie della lingua, della tradizione e della storia. Perciò, è necessario affermare che l'Islam è fede e società, legge e cultura, tradizione e modernità. Tre sono i grandi filoni storici dell'Islam : il periodo degli Omayyadi, il periodo degli Abbasidi e il periodo degli Ottomani.

2. Il Corano e la Tradizione

Il testo sacro dell'Islam è il Corano, considerato dai musulmani parola rivelata da Allah a Muhammad. Il testo coranico è la fonte primordiale della religione musulmana, la base principale di ogni indirizzo legale e il riferimento sicuro dell'ordinamento giuridico. Il testo del Corano è stato raccolto, compilato e ordinato in capitoli. Ogni capitolo ha un titolo e un numero di versetti. Nella sua forma e struttura il Corano si presenta come un testo letterario difficile e complesso. La lingua araba classica è il veicolo linguistico delle rivelazioni coraniche. Questo fatto indica alcune delle difficoltà nella lettura, nell'interpretazione e nella comprensione del testo. Il Corano rappresenta una opera letteraria, che ha segnato la storia dei popoli arabi e li ha radunati oltre i confini etnici, le tradizioni locali e le usanze antiche. Questo aspetto della storia letteraria dell'Islam viene spesso dimenticato o sottovalutato. Il testo scritto del Corano da una spinta colossale alla comunità musulmana per passare da una tradizione orale ad una tradizione scritta. Le rivelazioni coraniche, tuttavia, non si riferiscono ad una autorità religiosa umana, ma ad una autorità suprema divina. Con la figura del profeta dell'Islam nasce la Tradizione musulmana, chiamata la Sunna. Essa può essere definita come la crescita e lo sviluppo di un modo di comportamento musulmano che tiene conto delle parole, gesti, esempi e condotta di Muhammad. Egli diventa il modello, lo specchio e il referente per i musulmani. Così la Tradizione e il Corano diventano il binario sul quale cammina la comunità musulmana, la via sulla quale si sviluppa l'identità islamica, la strada nella quale si rafforza l'appartenenza all'Islam. La rivelazione del Corano, legata alla lingua araba, ha dato ai popoli arabi un senso di preferenza religiosa e culturale. Nello sviluppo e crescita delle comunità musulmane "essere arabo" era quasi sinonimo di "essere musulmano". A questo proposito occorre ricordare che le chiese cristiane avevano già la loro propria identità religiosa prima della nascita dell'Islam. L'espansione della religione musulmana porterà ad una costante interazione su tutti i piani senza dimenticare che le rivalità, gli scontri e le lotte non mancarono nel corso della storia. La lingua veicolare dei paesi come l'Egitto, la Siria, il Libano, è l'arabo sia per i musulmani che per i cristiani. La lingua araba unisce profondamente comunità e società malgrado la diversità del credo religioso. Uno dei grandi problemi nella storia dell'Islam è stata la traduzione del testo sacro nelle varie lingue. Due grandi opinioni hanno influenzato la scelta delle traduzioni. La prima è la convinzione profonda di coloro che ritengono che il testo non deve essere tradotto in nessun' altra lingua e deve rimanere nella lingua originale. La seconda è quella di coloro che sono favorevoli alla traduzione del testo nelle varie lingue del mondo. Tuttavia, è necessario far notare che il testo arabo rimane il testo di riferimento religioso, culturale e rituale. Una grande difficoltà è quella di costatare che la maggioranza dei musulmani nel mondo non conosce l'arabo, non lo parla e non lo capisce. La loro esperienza ci dice che, in un certo senso, tradurre significa tradire. Esistono numerose traduzioni del Corano nella lingua italiana, tra le quali quella del famoso studioso dell'Islam e credente bahá'i, Alessandro Bausani. La sua traduzione¹ rimane un riferimento di notevole valore scientifico per gli studiosi dell'Islam insieme a tutta la sua opera nel campo degli studi arabo-islamici.

3. La legge religiosa dell'Islam : la Shari'a

Uno dei grandi temi del mondo moderno, quando si parla dell'Islam, è quello della Legge Religiosa, chiamata in arabo la Shar'ia. La si può definire come la Legge Religiosa che regola tutti gli aspetti della vita personale, collettiva e sociale dei musulmani. La Shari'a nasce attraverso un periodo lungo della storia dell'Islam. Le opinioni dei dotti musulmani creano norme di comportamento per rispondere a una domanda fondamentale : chi è musulmano e che cosa deve fare il credente musulmano?. Le norme conducono alle scuole di pensiero giuridico nelle quali gli esperti musulmani hanno coniugato i testi del Corano e della Tradizione con i propri punti di vista, riflessioni e ricerche. Il testo sacro del Corano e il testo della Tradizione di Muhammad sono le due fonti della Shari'a. Nel corso della storia, però, si sono aggiunte due altre fonti di riferimento legale. Essi sono il consenso degli esperti (ijma), che rappresenta quello della comunità e il concetto di analogia (qiyas). Queste quattro fonti della Shari'a, però, non hanno potuto dare risposte a tutti i problemi dei tempi moderni. Le condizioni sociali e politiche sono cambiate. Le sfide della modernità, delle scienze e della tecnologia pongono una questione essenziale : come tradurre l'Islam in chiave religiosa, culturale, politica, economica? Le situazioni storiche, politiche e culturali sono cambiate. Le società musulmane sono profondamente influenzate dalle scoperte moderne e seguono le orme del così detto "Occidente". La tecnologia e la scienza, come l'internet e la posta elettronica non hanno etichetta religiosa. Creano, tuttavia, le condizioni di cambiamento continuo nell'individuo. Diventano punto di riferimento continuo e di appoggio fondamentale. I musulmani vivono oggi in stati indipendenti che hanno, in generale, cinque caratteristiche:
- territorio nazionale con le frontiere ben delineate
- identità nazionale costruita e considerata come essenziale per l'indipendenza
- la lingua nazionale che diventa veicolo di comunicazione e strumento per far conoscere la via istituzionale del paese
- la costituzione dello stato che diventa la via maestra della nazione
- una forma di governo che varia secondo i paesi.
La secolarizzazione e la modernità creano un senso globale, ma nello stesso tempo aiutano a costruire un paese secondo parametri ben diversi. Possiamo chiederci, come si inserisce l'Islam in queste realtà geo-politiche così diversificate? Una grande questione tocca da vicino l'Islam e le istituzioni di governo. E' quella dello Stato Islamico come forma costituzionale di esercizio politico e gestione di governo. In altre parole, non c'è dubbio che l'Islam politico abbia un' influenza capitale nelle società musulmane, che sono fortemente influenzate dalle scoperte del mondo attuale. La secolarizzazione ha colpito le società musulmane, spostando la religione fuori dal centro in alcuni casi e riaffermando la sua centralità in altri. Il dibattito sull'interpretazione e l'applicazione della Shari'a continua ad essere uno dei punti caldi dell'Islam. Un aspetto chiave del nodo gordiano della Legge Religiosa dell'Islam è quello della grande diversità culturale e del pluralismo religioso delle società moderne. Non c'è dubbio che in alcuni paesi a maggioranza musulmana lo Stato è determinato a controllare la nazione facendo si che l'Islam sia il perno intorno al quale si costruisce l'identità nazionale. Il fatto che la maggioranza di una nazione sia musulmana non vuole dire che l'Islam sia l'elemento primordiale dell'identità nazionale. Si può affermare che i difensori dello Stato Islamico, ovunque esso sia, utilizzeranno tutti i mezzi per sottolineare che la via islamica è la migliore per mantenere l'indipendenza e saldare l'identità nazionale. La divisione classica tra sunniti e sciiti può aiutare a mantenere chiare le caratteristiche della storia dell'Islam, ma non aiuta a risolvere i problemi legati alla Shari'a come legge dello Stato. In una società plurale sarà difficilmente concepibile che la Legge Religiosa dell'Islam possa essere la strada di tutti quando per definizione la Shari'a è indirizzata ai musulmani e non agli altri. Questo aspetto, che mette in rilievo le minoranze e la libertà religiosa, diventa una questione centrale nell'era contemporanea.

4. Secolarizzazione

La secolarizzazione ha spostato l'asse della religione e di questo occorre prendere atto. Le società musulmane non possono risolvere tutto con la religione, anzi non lo risolvono. Dunque in qualche modo sarà opportuno e necessario individuare le aree dove la religione e la scienza si confrontano e si scontrano. E' inevitabile il fatto che la scienza e l'educazione, la tecnologia e la religione si confrontino nello spazio individuale, sociale, economico e politico. La secolarizzazione non è l'avvelenamento della società, ma piuttosto una sfida ai valori, alle scelte e a percorsi da scegliere. E' interessante far notare che il termine "Occidente" , per molti musulmani e altri, è sinonimo di annientamento della religione, cancellazione della religione, inquinamento della religione, lotta contro la religione. Abbondano le voci e i termini per definire l'Occidente quando lo si considera come ostile e nemico della religione musulmana. Tuttavia, se l'Occidente vuole dire tecnologia, scienza e sapere, esso è presente nel mondo islamico e senza di esso il mondo islamico non potrebbe funzionare all'interno dei suoi stati e nazioni. La secolarizzazione scavalca le frontiere geografiche e oltrepassa i confini religiosi. Da una parte questo fatto proietta la comunità mondiale sulla via della globalizzazione e dall'altra obbliga a dibattere quali siano i denominatori comuni oltre l'appartenenza religiosa, linguistica e culturale. La secolarizzazione crea una interdipendenza inevitabile a tutti i livelli incluso quello religioso e culturale. Occorre ricordare che come conseguenza della secolarizzazione i testi sacri sono oggetto di studio, di ricerca e di valutazione. L'uomo non può sfuggire alle domande che gli vengono fatte dal "mondo secolare", dal "mondo attuale". Il confronto, il dibattito e la verifica diventano strumenti essenziali nel tentativo di dare risposte o almeno un tentativo di accogliere le sfide. La rinascita, riforma e rivoluzione nel nome dell'Islam sono delle manifestazioni storiche nella storia dell'Islam. Esse dimostrano lo stato di ebollizione sociale, di effervescenza culturale e di rinascita religiosa. E' sempre stato difficile e arduo armonizzare la tradizione islamica e l'aggiornamento moderno dell'Islam per dare risposte ai quesiti dell'era contemporanea. Nessuno può fermare la storia e lo sviluppo delle società musulmane. Esse vivono in un continuo interscambio con altre società, con altri popoli, con altre comunità. Dunque, la secolarizzazione forza le società a prendere coscienza del fatto che "gli altri" esistono non come semplici spettatori, ma come attivi protagonisti nella costruzione delle società moderne. L'esempio della radiolina è significativo. Il giorno in cui il pastore beduino nel deserto decise di acquistare una radiolina da pochi soldi, quel giorno la sua vita fu trasformata per sempre. La musica, le notizie, le informazioni, la pubblicità lo proiettarono nel mondo sconosciuto della scienza, della comunicazione, della tecnologia. Ascoltare la radiolina voleva dire scavalcare i confini del villaggio, della città, del deserto. Le idee cominciarono a servire come fermento nella crescita della propria identità musulmana senza accorgersi dell'influenza altrui. Con l'uso del telefonino, della posta elettronica e di internet, si ha l'impressione di vedere crescere il senso della propria individualità, dell'indipendenza personale e della gestione della propria capacità di collegamento con gli altri. L'informazione istantanea, la conoscenza degli eventi, la consapevolezza dell'esistenza reale degli altri, influisce nell'interazione delle civiltà, delle culture e delle religioni. Cercare di fermare l'effetto della secolarizzazione è come darsi da fare per bloccare la successione dei giorni e delle stagioni. Il tempo non lo ferma nessuno. E' ovvio che ci saranno problemi di inquinamento intellettuale, di manipolazione dei testi sacri, delle interpretazioni fuorvianti. Ma questo non significa che la secolarizzazione sia di per se il veleno dell'era contemporanea. L'uomo deve affrontare serenamente le sfide reali che vengono dalle sue scoperte scientifiche, dalle sue idee, dai suoi sogni di sviluppo, perfezione e conquista. Tutto questo costituisce una domanda costante al senso della vita, al futuro dell'umanità, alla fede nella divinità. Questi problemi non sono né facili da risolvere né facili da mettere da parte. Essi sono nel solco dell'esistenza umana e fanno da collante nel filo storico della vita. La secolarizzazione è fortemente legata alla dimensione globale della storia contemporanea. I mezzi di comunicazione attuali hanno cancellato in pratica le frontiere geografiche, perché le idee non si fermano alla dogana per essere controllate e pagare diritti e tasse. C'è la tendenza evidente ad imporre una determinata visione senza dare spazio ad altre proposte che vengono dalla ricerca scientifica e dagli studi dell'Islam. La scienza illumina la religione, perché la scienza parte dalle capacità dell'uomo di capire, valutare e comprendere. Il pericolo è davanti agli occhi, ed è quello di opporre ogni sforzo di apertura scientifica e ogni tentativo di libertà intellettuale. Il potere politico può portare a voler cancellare gli spazi comuni, dove, in una continua e costante interazione, si cercano le soluzioni più plausibili ai problemi attuali. Il potere economico dei paesi arabi, particolarmente con le risorse petrolifere, ha creato grandi spazi per la diffusione dell'Islam ed il radicamento delle istituzioni islamiche. Non c'è dubbio che la religione musulmana guida e illumina i valori, l'impostazione e i principi dei popoli e delle società musulmane. La tradizione degli studi islamici in Europa è molto antica. Basterebbe per questo esaminare la produzione scientifica in Gran Bretagna, in Francia, in Italia, in Spagna, nei Paesi Bassi. I centri e istituti universitari, che dedicano talenti e risorse agli studi islamici in Europa, sono un altro esempio dello spazio che l'Islam occupa nell'arena degli studi specializzati. Questo evidenzia il fatto che gli studi arabo-islamici in lingue europee continuano ad aprire le porte del vasto campo dell'Islam, ad approfondire la conoscenza delle società musulmane e a creare spazi di studio, dialogo e sapere. In questo senso, non si può guardare la vastissima produzione europea nel campo degli studi islamici con un sguardo di dubbio, un atteggiamento di rifiuto e un' inclinazione al rigetto. La strada è lunga per arrivare a guardare il futuro con un occhio illuminante che porti ad esaminare la secolarizzazione come un processo di crescita scientifica, di libertà umana e di sviluppo intellettuale nella conoscenza della religione e civiltà islamiche. La secolarizzazione invita i musulmani e gli altri ad un più grande approfondimento delle scienze religiose dell'Islam per dare risposte adeguate agli interrogativi del mondo contemporaneo.

Note
¹ Alessandro Bausani, Il Corano, Sansoni Editore, Firenze 1978.