| Autore |
| May Bulletti |
| Titolo |
| Come l’istituzione si serve dello studioso |
| La passione
per la Fede si sviluppa assumendo varie forme durante il corso degli anni,
seguendo inclinazioni caratteriali, stimoli esterni, eventi particolari o
personaggi straordinari incontrati lungo la strada.
Nella mia vita di bahá’í l’età di ventuno anni ha segnato l’ingresso nel mondo dell’Ordine amministrativo bahá’í, vista la consueta necessità di formare assemblee locali. L’entrare in questa nuova realtà è stato causa d’onore e privilegio, ma la reale comprensione e la passione non sono né automatiche né immediate. La presenza di un maestro di vita e di esperienza, in Italia, ha acceso in me, dopo diversi anni al servizio delle istituzioni, la scintilla dello stupore per la conoscenza e la commozione nel vedere la magnificenza di un tale Ordine amministrativo, vivo e forte. Il maestro era il signor Ali Nakhjavani, straordinario insegnante e pioniere della Fede e al servizio della Casa Universale di Giustizia per quarant’anni, e l’occasione era un corso di studio sull’Ordine mondiale e il lavoro di Shoghi Effendi. Consideriamo solo per un breve istante il ruolo che ricopre l’Ordine amministrativo di Bahá’u’lláh: «Esso – allorché le sue parti costituenti, le sue organiche istituzioni cominceranno a funzionare con efficacia e vigore – affermerà i suoi pregi e dimostrerà la sua capacità d’essere considerato non solo il nucleo, ma altresì il vero e proprio modello del Nuovo Ordine Mondiale, destinato ad abbracciare, nella pienezza dei tempi, l’intera umanità.»[1] «L’equilibrio del mondo è stato sconvolto dall’influenza vibrante di questo massimo, nuovo, Ordine Mondiale. L’ordinata vita dell’umanità è stata rivoluzionata dall’azione di quest’unico meraviglioso Sistema, del quale occhi mortali non hanno mai visto l’uguale.»[2] «La sua parola d’ordine è l’unificazione della razza umana; il suo stendardo La Più Grande Pace; il suo fine ultimo l’avvento del millennio d’oro – il Giorno i regni di questo mondo saranno divenuti il Regno di Dio Stesso, il Regno di Bahá’u’lláh.»[3] Ho voluto riportare queste significative citazioni tratte dall’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh per evidenziare la grandezza e il rango delle Istituzioni bahá’í che non assumono semplicemente il compito di amministrare gli affari della comunità o della fede in genere ma vanno ben oltre fino ad essere modello per il nuovo Ordine mondiale che ha come fine ultimo la trasformazione dell’essere umano e del mondo in cui vive in una nuova razza di uomini e una nuova civiltà. Come può un «sistema» ricoprire un ruolo simile? Basandosi e affondando le proprie radici nei Testi sacri, cosi generosamente elargitici da Dio in quantità e ricchezza mai viste nella storia dell’umanità, e seguendo gli insegnamenti e la volontà di Bahá’u’lláh stesso. E come possono i credenti avvicinarsi a questo oceano e districarne le perle più nascoste nelle sue profondità? Grazie allo studio di questa immensa rivelazione che contiene in sé tutti i saperi e le chiavi d’accesso che ci conducono alla vera conoscenza. Bahá’u’lláh stesso pone grande enfasi all’educazione di tutti gli uomini e all’importanza della conoscenza e del sapere. Perciò quale fonte più preziosa e autorevole possiede l’uomo se non la parola del suo messaggero? Avendo considerato, in minima parte, il ruolo delle Istituzioni e la vitale necessità di ispirarsi e basarsi sui testi sacri rivelati dagli autori della Fede, dovremmo ora addentrarci alle modalità con le quali queste dovrebbero mettere in pratica le indicazioni e i principi dati. Il modello più autorevole ed esemplare applicabile a tutti i livelli delle istituzioni, locali o nazionali, è la Casa Universale di Giustizia. Ecco come alla mia domanda, rivolta al signor Nakhjavani, su come questa istituzione legiferi e scelga le sue strategie egli risponda anche alla tematica in questione su come l’istituzione si serve dello studioso. Uno degli edifici posti sul monte Carmelo e facenti parte dell’Arco è il Centro per lo studio dei Testi. Il Dipartimento di ricerca, all’interno di esso, è specializzato nel provvedere alla Casa di Giustizia i testi necessari a cui riferirsi nelle decisioni da prendere e nelle loro consultazioni. Inoltre il lavoro della Casa di Giustizia può essere relativo a questioni laiche o scientifiche che necessitano di una conoscenza in vari campi del sapere umano. Questo compito non appartiene al dipartimento di ricerca ma ad un’ulteriore istituzione che presto apparirà intorno all’Arco: la Biblioteca internazionale bahá’í . «La Biblioteca è il deposito centrale
di tutta la letteratura pubblicata sulla Fede, ed è un’essenziale sorgente
d’informazioni per le istituzioni del Centro mondiale su tutte le tematiche
relative alla Causa di Dio e alle condizioni dell’ umanità. Nei prossimi
decenni le sue funzioni devono crescere, servirà come centro attivo di
conoscenze in tutti i campi, e diventerà il cuore di grandi istituzioni di
investigazione e di scoperte scientifiche.»[4]
La Biblioteca internazionale oggi è situata all’interno del Centro studi ma nel futuro avrà un proprio edificio posto di fronte agli Archivi. Così possiamo vedere la Casa Universale di Giustizia nel centro delle costruzioni dell’Arco, alla sua sinistra il Centro per lo studio dei Testi che è fonte delle informazioni inerenti alle sacre Scritture religiose e alla sua destra la Biblioteca internazionale che provvederà di tutte le informazioni laiche e scientifiche che riguardano il sapere umano. Così possiamo ammirare sulla montagna di Dio l’unione tra scienza e religione che serve l’Istituzione suprema della Fede. Questa visione molto chiara è la risposta a come le istituzioni di varia natura debbano servirsi dell’importantissimo e faticoso lavoro svolto dagli studiosi, in ogni campo, e metterlo al servizio delle loro consultazioni e decisioni, affinché l’ispirazione si basi su conoscenze umane e divine e non solo su pareri personali facilmente influenzabili dal contesto geografico-culturale o dalla propria educazione o peggio ancora dai propri pregiudizi o mancanze, il ruolo che spetta è ben più grande e sublime per basarsi solo su questo. È mia opinione che ogni istituzione all’interno di questo unico sistema creato da Bahá’u’lláh stesso debba obbligatoriamente servirsi di studi compiuti sui Testi sacri, così complessi da comprenderne l’essenza, e sulle conoscenze contemporanee che permettano di dare risposte alle necessità attuali da poter divenire così quei fari che illuminano le città con la luce della guida spirituale che rigenerano le anime insoddisfatte e consolano i cuori stanchi.92), p. 52. |