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Autore
Bausani
Titolo
Alessandro Bausani: una lettera inedita al padre

Porto S. Stefano, 9 agosto 1949
Caro Piro,
ho letto la lettera che hai scritto a Lida oggi e mi ha molto addolorato vederti così scocciato per causa mia. Ma quello che mi addolora di più è di vedere che tu credi che io faccia tutto per scherzo o quasi divertendomi a darti noia. Come puoi credere questo? E oltre a questo un'altra cosa che mi ha sorpreso è che tu ritieni fallita la tua missione paterna con me e con Masira perché non abbiamo le tue stesse idee. Secondo me Masira è una delle migliori persone esistenti al mondo e non merita tale affermazione che è molto più che un rimprovero. La tua missione non è fallita affatto perché se noi siamo così, se noi cioè invece di darci a donne e vini come la maggior parte dei nostri coetanei, ci stiamo impicciando di varie questioni, forse più grandi di noi, ma sentiamo che è nostro dovere farlo, causando anche a noi (non solo a te) molte seccature, questo è merito tuo e del tuo insegnamento religioso. Quello che appunto mi addolora di più nella tua lettera è questa tua sfiducia verso di me (lascio stare per ora Masira).
Caro Piro, non solo non bisogna odiare gli eretici ma nemmeno l'eresia, perché è eresia solamente il non vivere di spirito ma di lettera, è eresia il non seguire il discorso della montagna. Tutti siamo eretici, ma quale povera religione sarebbe quella che sostituisce una legge dogmatica esteriore da sottoscrivere (qualsiasi "credo ortodosso" sia cattolico che protestante) all'unione col Signore che proprio per essere creatore dei cieli e della terra si preoccupa molto poco di questi canoni umani. Mi dici dei missionari: se i missionari diffondono fra i selvaggi lo spirito dell'Evangelo di Gesù fanno opera santa ed eroica, ma se vogliono solo convincere un buddista a firmare una filza di dogmi teorici diversi da quelli in cui credeva prima perdono il loro tempo. Ci può infatti essere un buddista che vive evangelicamente anche senza aver mai letto il vangelo. Come il Signore ha fatto tante varietà di cose nella natura che veramente sembra che parlino di lui (stando soli, come adesso, vicino alla natura uno si sente più vicino se sa bene meditare certe cose, anche a Dio) in diverse lingue, così la diversità delle opinioni umane sul suo abisso imperscrutabile (noche obscura) è un dono di Dio, se in buona fede e non dovuta a puri divertimenti intellettualistici.
Non solo tutte le cose ma tutte le idee sincere cantano la gloria di Dio il quale ha anche creato nel mare, come dice il salmo, "il leviathan per scherzare con esso". Può darsi che io sia un leviathan bruttissimo e nerissimo che serve a certi piani misteriosi del Signore e a mio modo con tutte le mie frescacce glorifico l'Eterno. Quindi se tu ti senti vicino a Dio, come certo sarai più di me, come puoi addolorarti che a me mi tenga per la mano sinistra e a te per la mano destra o in braccio? Tutte le altre formalità poco contano: quanti animali antidiluviani e specie di piante c'erano prima secoli e millenni fa e ora si sono annientate e disseccate. Così idee teorie eresie e ortodossie ci sono state, sono sorte e cadranno anche le più venerande perché nulla può resistere davanti a Dio e "solo la sua parola rimane in eterno"; ma la sua parola non è parola umana, non è dottrina è spinta all'azione (vedi le beatitudini e tante altre parole di Gesù che meglio di ogni altro ha condensato la parola di Dio) e guai a noi se non seguiamo quella parola! E io mi sento tormentato dal non poterla seguire radicalmente ed è da questa agitazione che sono sorte le lettere al Paese che tanto ti hanno seccato. E ne chiedo perdono al Signore se avessi fatto questo per vanità umana mentre ne sarei fiero se servissero a qualche cosa. Quanto al resto puoi stare sicuro che noi, io, te, Masira, mamma ecc. (perché non c'è solo la famiglia a questo mondo) stiamo ancora adesso in una stessa tavola col Signore e mangiamo il suo corpo e beviamo il suo sangue ogni qual volta facciamo qualcosa degna di lui "che è spirito e deve essere adorato con sincerità di spirito".
Tanti cari abbracci e baci
Sandro
Una breve nota sugli antefatti della lettera
Il 9 agosto 1949, quando scrive al padre la lettera inedita che qui pubblichiamo, Alessandro Bausani è nel pieno della sua ricerca spirituale. Pochi giorni prima ha scritto: "abituato a meditare ogni giorno qualche passo del Vangelo, per evidenti ragioni la mia coscienza non mi permette da qualche tempo a questa parte di chiamarmi "cattolico"". Evidentemente il suo allontanamento dal cattolicesimo ha turbato il padre, molto legato alla propria religione. Bausani aveva ricevuto ""un'educazione religiosa severa, quasi medioevale"", proprio da lui che, nelle parole di Bausani, ""era un mistico mancato che si sentiva un po' condannato a vivere in un'epoca sbagliata"". Il padre lo aveva iniziato a un "rigido dogmatismo cattolico tomista" e avviato alla lettura dei testi della spiritualità cattolica. Come per molte persone della sua generazione, anche per Bausani la fede nel Cattolicesimo entrò in crisi sui banchi del liceo, quando egli prese contatto con la filosofia, attraverso il suo insegnante di filosofia, Pilo Alberelli (1907-1944), un cattolico crociano, attivo nella lotta cattolica antifascista, una delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. L'insegnamento crociano di Albertelli incrinò, non volendolo, la sua fede nel Cattolicesimo. A poco a poco se ne allontanò, non potendo credere alle molte ""cose 'impossibili'"" che la Chiesa cattolica, come altre istituzioni religiose, chiede di credere: ""un insieme di dogmi e di leggi che oggi non hanno più senso perché dati per secoli ormai lontani e per un'umanità che non è più la stessa perché nel frattempo è profondamente cambiata"". I suoi primi interessi religiosi al di fuori del Cattolicesimo si rivolsero dapprima verso il Protestantesimo e poi verso i teologi della "morte di Dio". Ma ne rimase deluso, perché vide in essi "una specie di Cattolicesimo rimpicciolito e frantumato", mentre lui cercava "una fede che fosse veramente ecumenica, universale nel senso più completo della parola". Si orientò allora verso una possibile fusione fra cattolicesimo e comunismo seguendo per un breve periodo il coetaneo Franco Rodano (1920-1983), fondatore della sinistra cristiana e leader dei cattolici comunisti. Dopo due anni giunse alla conclusione che un compromesso fra l'ateismo marxista e il Cattolicesimo teista è impossibile. E poiché secondo lui ""senza Dio la rivoluzione, qualsiasi rivoluzione, è destinata a fallire"", uscì dal comunismo ""in sordina . . . [senza] nessuna lite, nessun contrasto aperto"". Intanto, nel 1948 aveva incontrato la Fede bahá'í attraverso Philip Amalfi Marangella, un italo-americano che, venuto in Italia nel 1947 e ripartitone nel 1948, si era iscritto all'Università per cercare persone sensibili al messaggio bahá'í. Bausani ne sentì "la voce antichissima e verginalmente fresca di Dio" e, dopo un breve periodo di riflessione, l'accettò l'8 aprile 1950, quando Marangella era ormai ritornato negli Stati Uniti. Non se ne sarebbe più distaccato per tutta la vita.
Julio Savi

1 - La redazione ringrazia la signora Marisa Bausani averle dato il permesso di pubblicare su Opinioni bahá'í questa lettera inedita di Alessandro Bausani.
2 - Diminutivo di "papiro", vezzeggiativo di papà.
3 - Sorella del padre di Alessandro Bausani che viveva a Porto Santo Stefano.
4 - Nomignolo affettuoso per Marisa, sorella di Alessandro.
5 - Cfr. Salmi CIV, 26.
6 - Cfr. 1 Pietro I, 25.
7 - Cfr. Giovanni IV, 24.
8 - Alessandro Bausani, "Mosè o Faraone?", Il Paese (30 luglio 1949), p. 1.
9 - Bausani, citato in Grieco, "Da Cristo a Marx a Bahá'u'lláh", Gente, vol. 23, n. 10 (10 marzo 1979), p. 57.
10 - Alessandro Bausani, "Tagore visto da un non-tagoriano", in Rabindranath Tagore, Poesie (Gitanjali e il Giardiniere), trad. Girolamo Mancuso, intr. Alessandro Bausani, 4a ed. (Newton Compton, Roma 1975), p. 9.
11 - Bausani, citato in Grieco, "Da Cristo a Marx a Bahá'u'lláh", Gente vol. 23, n. 10 (10 marzo 1979), p. 57-8.
12 - Bausani, in Grieco, "Da Cristo a Marx a Bahá'u'lláh", Gente vol. 23, n. 10 (10 marzo 1979), p. 57.
13 - Bausani, citato in Grieco, "Da Cristo a Marx a Bahá'u'lláh", Gente vol. 23, n. 10 (10 marzo 1979), p. 57.
14 - Philip A. Marangella (1895-1974) fu un eminente insegnante e pioniere bahá'í, vedi "In memoriam: Philip A. Marangella, 1895-1974", Bahá'í World 1973-1976 (Bahá'í World Centre, Haifa 1978), p. 525-7.
15 - Alessandro Bausani, Saggi sulla fede Bahá'í (Casa Editrice Bahá'í, Roma, 1991), p. 281.
16 - "In memoriam: Alessandro Bausani, 1921-1988", Bahá'í World 1986-1992 (Bahá'í World Centre, Haifa 1998), p. 895.